Decreto di Natale: le regole per spostamenti e incontri, il calendario di giorni rossi e arancioni, le deroghe - Magazine

Decreto di Natale: le regole per spostamenti e incontri, il calendario di giorni rossi e arancioni, le deroghe

Attualità Magazine Venerdì 18 dicembre 2020

Magazine - Si è fatto attendere come pochi altri il nuovo Dpcm sulle regole anti Covid da seguire a Natale 2020, Capodanno 2021 e durante tutte le festività. È da giorni che ci si interroga su cosa si può fare a Natale, quali spostamenti sono consentiti, se davvero nelle settimane a cavallo tra 2020 e 2021 tutta Italia diventa zona rossa. Le risposte sono arrivate nella tarda serata del 18 dicembre direttamente dal premier Giuseppe Conte: «non un Dpcm, ma un Decreto Legge», ha specificato Conte, prima di illustrare in diretta televisiva le nuove norme per arginare, in un periodo particolarmente delicato come questo, «un virus che si piega ma non si lascia sconfiggere» e contemporaneamente garantire «un minimo di socialità».

Il Decreto Legge prevede che dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 non vi sia alcuna distinzione tra le regioni, a differenza di come ci eravamo abituati negli ultimi tempi: in tutta Italia è previsto un lockdown nazionale di due settimane con misure più restrittive (da zona rossa) nei giorni festivi e prefestivi e leggermente meno rigide (da zona arancione) negli altri giorni, ovvero 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021. In ogni caso è sempre in vigore il coprifuoco in orario notturno, dalle 22.00 alle 5.00 (con estensione di due ore, fino alle 7.00, la mattina di Capodanno), così come sono validi gli obblighi di indossare la mascherina ovunque, sia al chiuso che all'aperto, in luoghi sia pubblici che privati (tranne quando si è isolati o solo insieme a conviventi; sono sempre esentati i bambini sotto ai 6 anni di età e chi sta svolgendo attività sportiva) e di mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro. Ma vediamo più nel dettaglio le nuove misure.

Dal 24 al 27 dicembre e dal 31 dicembre al 3 gennaio, e ancora il 5 e 6 gennaio in tutta Italia sono vietati gli spostamenti (anche all'interno del proprio comune) fatta eccezione per quelli motivati da comprovate esigenze di salute, lavoro e necessità (e in questo caso serve l'autocertificazione); sono chiusi i negozi e le attività commerciali, salvo quelli che vendono beni di prima necessità (alimentari, supermercati, farmacie, tabaccherie, edicole, parrucchieri sono solo alcuni tra i negozi che restano aperti); e sono chiusi anche bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie (i quali sono comunque autorizzati ad effettuare vendita da asporto fino alle 22.00 e consegne a domicilio).

Ma si può uscire di casa, fare una passeggiata, passare il Natale con la propria famiglia? Nei giorni festivi e prefestivi è consentita l'attività motoria - ovvero le passeggiate - nei pressi della propria abitazione; l'attività sportiva si può fare, ma solo all'aperto e individualmente. Per quanto riguarda pranzi e cenoni di Natale e Capodanno, o semplici incontri tra parenti e amici per uno scambio di auguri, il Decreto Legge prevede una sostanziosa deroga, valida però unicamente entro i confini regionali: è infatti ammesso lo spostamento di due persone verso altre abitazioni private per visite a parenti o amici, una volta al giorno ed esclusivamente in orario diurno tra le 5.00 e le 22.00 (sono esclusi dunque i pernottamenti); le due persone, che devono avere con sé l'autocertificazione, possono inoltre essere accompagnate da figli minori di 14 anni (ma anche da disabili o conviventi non autosufficienti).

Le limitazioni della zona arancione, valide invece per il 28, 29, 30 dicembre e per il 4 gennaio, consentono spostamenti all'interno dal proprio comune di residenza o domicilio, ma non in entrata e uscita dal comune stesso (e tanto meno dalla regione). E qui c'è l'altra importante eccezione del Decreto: nei giorni feriali, per non penalizzare chi vive nei piccoli paesi, sono consentiti spostamenti dai comuni fino a 5000 abitanti in un raggio di 30 chilometri (ma non verso i capoluoghi di provincia, esclusi per evitare il rischio di sovraffollamento delle grandi città). Nulla cambia per quanto riguarda locali e ristoranti, che restano chiusi fino al 6 gennaio, mentre possono riaprire i negozi, ovviamente seguendo le ormai note regole anti assembramento.