Verona, 09/09/2026.
Oltre cento opere di artisti internazionali, una tra le più significative collezioni universitarie italiane dedicate all'arte contemporanea e un programma di attività che intreccia ricerca e partecipazione pubblica.
Il Museo del Contemporaneo dell'Università di Verona nasce dalla convinzione che l'arte possa svolgere un ruolo attivo all'interno dell'università, contribuendo alla formazione, al dialogo tra i saperi e alla comprensione del presente. Un progetto che trasforma la collezione in uno spazio aperto di conoscenza e confronto, mettendo in relazione università, città e comunità.
Oggi il Museo del Contemporaneo compie un nuovo passo nel proprio percorso di apertura, grazie al lancio del nuovo sito web: una piattaforma dedicata alla scoperta della collezione, dei progetti di ricerca e delle iniziative che ne definiscono l'identità culturale. L'opera Untitled di Jessica Stockholder - ph. F. Tommasoli
Nato dalla donazione di una parte cospicua della collezione AGIVERONA di Giorgio e Anna Fasol, il Museo del Contemporaneo custodisce oggi oltre cento opere realizzate prevalentemente dopo il 2000. Dipinti, fotografie, installazioni, video e sculture di artisti provenienti da quasi trenta Paesi compongono un patrimonio che affianca figure storicizzate e protagonisti delle più recenti ricerche artistiche internazionali; tra le opere più rappresentative figurano il totem scultoreo Untitled di David Adamo, la fotografia Untitled I di Shilpa Gupta, l'installazione Mr. Miseria di Eva Marisaldi, la scultura assemblata Roam Rise di Nari Ward e l'assemblaggio tra pittura e scultura Senza Titolo di Jessica Stockholder. Ma anche l'installazione What does your soul look like 2 di Gianni Caravaggio, la scultura tessile di Sara Enrico, la fotografia The Princess di Adrian Paci, la scultura Bastard of Disguise di Nico Vascellari e l'opera su tela Il momento in cui prima o poi si comincia a leccare per andare avanti di Serena Vestrucci.
Il Polo Santa Marta, sede principale del museo, è il cuore delle attività di ricerca e programmazione culturale. Inserito nel complesso ottocentesco di Santa Marta, una ex provianda militare austriaca, recuperata dallo Studio Carmassi (medaglia d’oro per l’architettura 2015) e trasformata in campus universitario, il museo si estende alle diverse sedi dell'Università di Verona, dove le opere dialogano con architetture, funzioni e comunità differenti. Biblioteche, aule, corridoi e luoghi di studio diventano così spazi di incontro con l'arte contemporanea, rendendo la collezione parte integrante della vita universitaria e accessibile alla cittadinanza.
«Il Museo del Contemporaneo nasce dall'idea che l'arte possa essere uno strumento per comprendere il presente e costruire relazioni tra saperi differenti», afferma Monica Molteni, responsabile scientifica del Museo del Contemporaneo e Docente all’Università di Verona. «La collezione rappresenta il punto di partenza di un progetto più ampio, che mette in dialogo ricerca, produzione culturale e partecipazione pubblica. Con il nuovo sito vogliamo rendere accessibile questa identità: un museo in cui le opere convivono con attività di studio, confronto e approfondimento dedicate ai linguaggi della contemporaneità, dentro e fuori l'università».
Accanto alla valorizzazione della collezione, il Museo del Contemporaneo si propone, infatti, come uno spazio di confronto sui temi del presente, promuovendo attività che mettono in dialogo arti visive, poesia, letteratura, filosofia, psicologia e antropologia, attraverso conferenze, workshop, tavole rotonde, percorsi formativi e progetti partecipativi. Un programma che intreccia ricerca accademica, produzione culturale e coinvolgimento del pubblico, rafforzando il rapporto tra università, città e comunità culturali.
Il nuovo sito web (museodelcontemporaneo.univr.it) rappresenta uno degli output del progetto Farsi Museo, vincitore del PAC Piano per l’Arte Contemporanea 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea. Il progetto ha previsto anche tre laboratori didattici sperimentali, condotti dalle artiste Adelita Husni Bey ed Elena Mazzi, e dal fotografo Filippo Tommasoli, oltre a un convegno internazionale.
Con il lancio della nuova piattaforma digitale e l'intensificazione delle attività di ricerca e delle relazioni internazionali, il Museo del Contemporaneo si afferma come luogo aperto di conoscenza e confronto, capace di mettere in relazione opere, saperi e comunità diverse per interrogare il presente attraverso i linguaggi della contemporaneità.