Spettacolo di narrazione e teatro civile dedicato alla figura femminile romana e ai suoi corpi imperfetti e bellissimi («brotti», nel romanesco antico, indica i corpi non standardizzati ma profondamente veri). Sostenuto da una mood-board visiva originale e da un disegno luci dedicato, lo spettacolo si propone come riflessione contemporanea sull’estetica, sulla rappresentazione del corpo femminile e sulla romanità popolare, in dialogo con le arti visive e con la cultura del corpo della Capitale.