Marta Collica: un sound raffinato e introspettivo al BLoser

Un evento imperdibile a Genova

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Volker Roloff

Contenuto in collaborazione con Teatro BLoser

Genova, 06/04/2017.

Marta Collica, cantautrice e musicista catanese da tempo residente a Berlino torna a farsi sentire dopo otto anni dall'uscita di AboutAnything, il suo precedente disco solista e dopo tre dall'usicta di EchoesOn, l’ultimo, apprezzatissimo lavoro discografico dei Sepiatone, progetto a quattro mani con Hugo Race.

Marta calcherà il palco extra small del BLoser di piazza Marsala 6, mercoledì 12 aprile alle 21.30 per presentare il suo ultimo album Inverno, uscito nello scorso mese di marzo per l'etichetta Brutture Moderne, che la vedrà collaborare in veste di co-produttrice con il compositore e chitarrista australiano Cam Butler.

Marta racconta così il modo in cui è nato il suo ultimo lavoro: «Inverno è una raccolta di canzoni scritte nell'arco di alcuni anni, durante i quali sono stata impegnata con altre produzioni e progetti e che, probabilmente,  non avrei ancora registrato se alla fine di un concerto a Berlino (in duo con Cam Butler) il produttore anglotedesco Brio Taliaferro non mi avesse invitato a raggiungerlo in studio per fermare quel momento della performance in duo. Le registrazioni in presa diretta, l'entusiasmo e la spontaneità di quegli eventi sono poi diventate le basi della produzione del disco. Nei miei dischi c'è spesso estemporaneità e un’attitudine lo-fi: lo studio casalingo è piuttosto minimale e mi piace lavorare negli spazi in cui vivo, con i tempi che vengono dettati da un ritmo naturale e dalle mie abitudini; le sere sono i momenti più calmi, amo trovarmi col microfono o gli strumenti e catturare un momento forse imperfetto ma che in solitudine risuona più vero».

Un disco molto intimo e privato che ben si adatta al piccolo teatro di piazza Marsala. Dodici tracce in cui l’immediatezza è cifra estetica e modus operandi prima ancora che propensione melodica. Le canzoni siispirano a una stagione immaginata, nella quale la riflessione ha il sopravvento sull’azione e l’attesa rasenta l’immobilità. Il mood di fondo è notturno e pensoso, alcuni brani hanno la qualità sfuggente dei sogni, altri la fragilità di un segreto confidato ad un amico o la dolcezza di un ricordo che riemerge dal passato. Ma non mancano episodi più briosi e vivaci, schegge pop grezze e istintive come pensieri appuntati su un taccuino. Marta canta (alternando italiano e inglese) e suona (tastiere, chitarre, percussioni) con la grazia disinvolta che contraddistingue le sue produzioni, supportata da una serie di musicisti abilissimi nell’entrare in punta di piedi nel suo universo personale e nell’aggiungervi sfumature, colori e punti di vista, contribuendo con slide, tremoli, drumming, archi, lamiere, fiati e voci al sound languido e ipnotico del lavoro.

Valentina Amandolese finalmente torna a calcare la scena genovese con la sua chitarra, in apertura al concerto.

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