Nell’ascolto di Jim Hall con Bill Evans, Eleonora Strino ha riconosciuto una direzione
possibile: un’idea di musica fondata sull’intesa, sulla misura e su una qualità profonda
della conversazione tra strumenti. Da quella scoperta nasce un percorso in cui la
chitarra diventa voce capace di pensare melodicamente, di cercare il dettaglio, di
abitare lo spazio con naturalezza.
Cresciuta in un ambiente vicino alle arti figurative e formata tra Napoli e Amsterdam,
Strino ha costruito negli anni una personalità solida e riconoscibile, nutrita dall’incontro
con musicisti come Wayne Escoffery, Joey Baron, Peter Bernstein e Ulf Wakenius. In trio
con Giulio Corini al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria, questa sensibilità
prende forma in un dialogo agile e raffinato, dove tradizione, ascolto reciproco e
libertà improvvisativa trovano un equilibrio sempre vivo.