“Streghe in fuga”, scritto e diretto da Tonino Tosto, racconta storie di pregiudizi e superstizione che scatenarono una persecuzione contro donne indifese e di basso livello sociale: levatrici o guaritrici che nella realtà contadina spesso rappresentavano una sorta di medico che curava con erbe, unguenti e decotti. Angéle de la Barthe è, nel 1275, la prima vittima condannata al rogo per stregoneria, rappresenta l’archetipo della “Strega” ritenuta tale solo per praticare arti magiche che, nella maggior parte dei dei casi, servivano a curare. Da allora, in modo particolare tra il XV ed il XVII secolo, in un periodo di “guerre religiose”, si tennero, in tutta Europa, oltre 100.000 processi, con una forte maggioranza di donne che non facevano altro che correre appresso all’emancipazione.