Potremmo fare un elenco, colorato e fantasioso, delle infinite buone ragioni che ci possono portare a prendere posto in poltrona, di fronte a un palco, in attesa che le luci si spengano. Potremmo fare come il protagonista di Ogni bellissima cosa, che per aprire gli occhi alla sua mamma sulla bellezza del mondo, si mette d’impegno, carta e penna, nei decenni, a enumerare le cose meravigliose per cui vale la pena vivere. Potremmo, perché non è difficile, tornando a casa cullati dal testo del pluripremiato drammaturgo inglese, concederci una riflessione sul perché sia opportuno, di tanto in tanto, darsi in pasto alla magia del sipario. Ma ci concentreremo su una sola, di queste ragioni: andare a teatro è un po’ come guardarsi allo specchio.
Ogni bellissima cosa sulla carta tratta di depressione e suicidio, ma è un inno alla vita. Con gli occhi di un bambino che si sforza di dare un senso alla frase “mamma ha fatto una cosa stupida”, riesce a restituire la complessità esaltante e ordinaria di un’esistenza. Di qualunque esistenza. (Margherita Portelli)