Nel 2000 Valdimir Putin racconta per l’unica volta la sua vita, lo fa pubblicamente in vista delle elezioni presidenziali. È una biografia agghiacciante, in cui non risparmia dettagli di violenza estrema, descrivendosi come un ragazzino teppista cresciuto per strada a Leningrado, ma presto votato in tutto alla causa dei Servizi Segreti, da lui vissuti come un miraggio di potere e di controllo assoluto.
Stefano Massini parte da quel materiale e lo intreccia a spezzoni di discorsi e conferenze di Putin, oltre che alle rivelazioni di tanti saggi storici e ricostruzioni sulle ombre della sua vertiginosa scalata al potere. Ne emerge un racconto feroce e squassante, sullo sfondo del sistema sovietico in crollo che travolge tutto in un’apocalisse senza fine.