Civita di Bagnoregio: la città che muore, ma fa innamorare

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Tra i piatti da non perdere: la acquacotta, una zuppa contadina a base di verdure e pane raffermo; la pasta fatta in casa con funghi porcini o tartufo; i dolci tradizionali come i tozzetti alle nocciole da intingere nel vin santo. I prodotti sono locali, i sapori schietti, le porzioni generose. È una cucina che parla la lingua dell’entroterra, sincera e confortante.

Civita è anche punto di partenza per brevi escursioni nella Tuscia laziale, terra di etruschi e vulcani spenti. A pochi chilometri si trovano Bagnoregio con il suo Museo Geologico e le botteghe artigiane, il Lago di Bolsena per una nuotata o una gita in barca, il borgo di Montefiascone punteggiato di cantine e terrazze panoramiche. E ancora, le terme libere di Bagnaccio, immerse nel verde, consigliate per una breve pausa.

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Per chi vuole vivere appieno l’esperienza, l’ideale è dormire dentro Civita: ci sono B&B e piccole strutture ricettive che offrono camere con vista sulla valle, arredate con gusto rustico e attenzione al dettaglio. L’alternativa è pernottare a Bagnoregio e raggiungere il borgo a piedi per le visite.

È importante sapere che l’accesso a Civita è a pagamento (un piccolo contributo per la sua manutenzione e conservazione), e che il ponte, seppur affascinante, può risultare faticoso da percorrere nelle ore più calde: meglio organizzarsi per le visite la mattina presto o al tramonto, quando la luce è più morbida e l’atmosfera diventa quasi cinematografica.

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Civita non è la destinazione per chi cerca spiagge affollate, parchi acquatici o notti scatenate. È invece l’ideale per chi sente il bisogno di una pausa, per chi ama camminare senza meta, ascoltare il silenzio, fotografare con gli occhi più che con il telefono. È il luogo giusto per chi viaggia non per vedere, ma per sentire: la storia, la quiete, la bellezza fragile e resistente del nostro Paese.

Civita di Bagnoregio è un piccolo miracolo sospeso, un angolo d’Italia che invita a fermarsi, a respirare, a ricordare quanto possa essere potente – e necessaria – la bellezza.

Di Enrico Pietra

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