Luché
Magazine, 21/02/2026.
(D. Petrella-L. Imprudente-D. Petrella-S. Tognini-R. Castagnola)
Per la quota rap, ecco a Sanremo il seguitissimo (oltre tre milioni di download su Spotify, record assoluto -anche più di Fedez- tra tutti i partecipanti alla kermesse) Luchè (al secolo Luca Imprudente, 45, Napoli), che nel suo Labirinto (voce usata 7 volte a Sanremo, mai prima d’ora in un titolo) si fa accompagnare dall’esperto Davide “Tropico” Petrella e dal producer Stefano “Zef” Tognini. Anche Luchè parla d’amore, di un amore finito, che lascia dietro di sé macerie e ricordi. Ma lo fa a modo suo, in un diluvio di parole, anche intense, sciorinate in barre chilometriche, non prive, come succede, di riferimenti alla canzone d’autore e anche a quella tradizionale. Così: io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto / nulla è per sempre [neppure i diamanti] nel rimorso l’odio annega potevamo rimanere in contatto / e invece niente [frase nominale] siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota / l’orgoglio è un brutto vizio ed [legamento] io il bambino che ci gioca / mai stato troppo in alto mai caduto nella droga / la notte è nera asfalto aspetto l’alba che mi trova. L’uso delle rime, spesso con effetti ironici, è uno degli ingredienti del linguaggio rap (ma anche della canzonetta ancien régime): e quello che so di te / è che sei bella come una bugia / detta per non piangere / non piangere / non dormirò più tra le braccia tue [inversione sintattica, come nella canzonetta d’antan] / in questo labirinto siamo in due / è quello che so di te / nasconde un po’ di me / anche se poi te ne vai / non ti scordare di me [rime baciate di monosillabi]. Una curiosità: anche qui, come nel brano di Fedez-Masini, si evoca l’ego (che appare solo in un’altra canzone del 2021).
La valutazione linguistica sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2026 è a cura di Lorenzo Coveri, Accademico della Crusca, che si è occupato a più riprese del Festival.
Ricordiamo che la valutazione riguarda esclusivamente la parte linguistica e non l'interpretazione, la musica o l'arrangiamento che potranno essere valutati solo dopo la partenza del Festival.