Levante
Magazine, 21/02/2026.
(Levante)
Un’unica firma (controcorrente rispetto alla pletora di autori e produttori della maggioranza dei brani di Sanremo 2026): quella della cantautrice siciliana (di Caltagirone, 38) Claudia Lagona che, tornata al suo look mediterraneo a furor di popolo, torna per la terza volta all’Ariston con una canzone d’amore. Felice e senza ombre, questa volta. Che coinvolge tutti i sensi, invade tutto il corpo: ah, non mi sento le gambe / ah, dove sono le braccia? / e mi manca il respiro, / eppure sono viva, sento che sorrido / e io non l’ho deciso. / La vista mi abbandona un po’ / cerco la mia postura [parola inedita nel vocabolario sanremese, oggi di moda anche in politica nel senso di “atteggiamento”]. Innamorarsi vuol dire fare spazio dove posto non si trova. Scrittura sapiente, di sapore letterario (stupore; vibrare) che fa quasi pensare a poete[sse] contemporanee come Cavalli o Valduga, ma con qualche sbavatura: un po’ improprie o faticose le rime valente:niente; macerie:miserie. Per fortuna Levante si guarda bene dall’abusata immagine dell’amore con le farfalle nella pancia.
La valutazione linguistica sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2026 è a cura di Lorenzo Coveri, Accademico della Crusca, che si è occupato a più riprese del Festival.
Ricordiamo che la valutazione riguarda esclusivamente la parte linguistica e non l'interpretazione, la musica o l'arrangiamento che potranno essere valutati solo dopo la partenza del Festival.
Di Lorenzo Coveri