Leo Gassmann
Magazine, 21/02/2026.
(M. Davì-L. Gassmann-F. Savini-A. Casali)
Altro figlio (e nipote) d’arte, Leo Gassmann (27) torna per la terza volta sul palco dell’Ariston, dopo aver avviato con buoni risultati (è stato protagonista della biofiction su Califano, tra l’altro) una parallela carriera d’attore. La sua canzone, Naturale (15 occorrenze nella banca dati delle parole di Sanremo, ma mai come titolo, che fa pensare immediatamente a una celebre hit di Aretha Franklin del 1967) parla della fine (con lacrime) di un amore: un addio che (forse) potrà trasformarsi in un arrivederci, magari tra vent’anni (per Ron erano cento). Interessante l’uso dei pronomi allocutivi, in alternanza tra la terza persona: Stella che non piange mai / o almeno non con me (un taglio alla De Gregori) e il classico tu di seconda persona singolare: ma non vale se ora mi guardi / con quegli occhi lucidi e mi macchi / la felpa con il nero dell’eyeliner [immagine che colpisce] / tu che sei più bella al naturale. E naturalmente, tanti ricordi (o rimpianti?): ma abbiamo passato cinque estati / in motorino tra i semafori e i tram / che [polivalente] Roma ad agosto sembra l’Antartide / una cartolina senza immagine /e quanto amavo le sue guance pallide / non arrossivano mai. Fresca, con un che di baglioniano.
La valutazione linguistica sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2026 è a cura di Lorenzo Coveri, Accademico della Crusca, che si è occupato a più riprese del Festival.
Ricordiamo che la valutazione riguarda esclusivamente la parte linguistica e non l'interpretazione, la musica o l'arrangiamento che potranno essere valutati solo dopo la partenza del Festival.
Di Lorenzo Coveri