J-ax/©Facebook J-Ax
Magazine, 21/02/2026.
(A. Aleotti-A. Bonomo-L. Buso)
Non ha del tutto dimenticato i suoi trascorsi funk e hip-hop J-Ax [Alessandro Aleotti, 53], fondatore (con DJ Jad) degli Articolo 31, che torna per la seconda volta, prima volta da solista, all’Ariston con un pezzo -così dichiara- country, ispirato a Johnny Cash. Dal titolo del brano si capisce che si tratterà di un “pacchetto base”, un “kit di sopravvivenza” beffardo per muoversi in sicurezza in Italia, nientemeno. Vasto programma. Viene fuori un elenco di stereotipi (alla Rino Gaetano o agli Elii de La terra dei cachi, Sanremo 1996) divertenti ma con un fondo, come sempre, di verità: sto paese lo capisci da un cantiere [è un “umarell” che parla] / cinque dicono che fare, uno solo che lo fa; serve una brutta canzone / che fa / ti pappapparappa; ti passo la canna del gas [!]; sto paese è come con la precedenza / è solo di chi se la prende, non è mai di chi ce l’ha; qui non si protesta per lo stipendio / solo per la pizza con l’ananas; e ci dicono che siamo disonesti, furbetti / tutti dei gran figli di mammà / di leggi sbagliate e di caffè corretti / ma abbiamo pure dei difetti [come se quelli elencati sopra fossero dei pregi]. Ovviamente, linguaggio scoppiettante, iperparlato, ricco di forme colloquiali (sto con aferesi, botta, campare), dislocazioni (per pagare c’è tempo/ tanto i debiti già ce li hai; giovanilismi con scorciamento (benza), coprolalia soft (culo). Santi in paradiso non ce n’è al momento è un riconoscibilissimo tributo a Lucio Dalla.
La valutazione linguistica sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2026 è a cura di Lorenzo Coveri, Accademico della Crusca, che si è occupato a più riprese del Festival.
Ricordiamo che la valutazione riguarda esclusivamente la parte linguistica e non l'interpretazione, la musica o l'arrangiamento che potranno essere valutati solo dopo la partenza del Festival.
Di Lorenzo Coveri