Elettra Lamborghini / ©facebook/Elettra Lamborghini
Magazine, 19/02/2026.
(A. Bonomo-P. Celona-E. Roberts)
Tra tanti amori tormentati, quello di cui parla Elettra Lamborghini, al suo secondo Sanremo dopo molta tv, è il più sbarazzino: ma che c’è di male / sai già cosa fare / dai comincia tu, ed ecco allora l’omaggio esplicito a Raffaella Carrà (e allora viva viva la Carrà) e al suo tormentone, remixato e finito nella colonna sonora de La grande bellezza. Il testo (scritto con Edwin Roberts, presente in altri due brani di questa edizione, e con Pietro “CELO” Celona) è farcito di elementi pop, a partire dalla stessa Elettra, che il brand (delle lussuose supercar) ce l’ha nel nome, e si autocita sfacciatamente nel primo verso (Elettra, Elettra Lamborghini) come forse solo prima di lei aveva fatto Roberto Vecchioni (scrivi Vecchioni, scrivi canzoni). Altri ingredienti del lessico: disfemismi detabuizzati (casino), giovanilismi (tipo), onomatopee (bam bam), forestierismi di routine (I love you; hard) e, soprattutto, molti, inattesi, francesismi più o meno adattati (voilà del titolo, damblé, bagarre, cabrio, a pois, chic). E l’intertestualità di nessun dorma (Turandot), giù per terra (filastrocca infantile, romanzo, film), viva l’amore amore amore che si fa (I Giganti, nientemeno). Spensierata.
La valutazione linguistica sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2026 è a cura di Lorenzo Coveri, Accademico della Crusca, che si è occupato a più riprese del Festival.
Ricordiamo che la valutazione riguarda esclusivamente la parte linguistica e non l'interpretazione, la musica o l'arrangiamento che potranno essere valutati solo dopo la partenza del Festival.
Di Lorenzo Coveri