Dargen D'Amico/©Lorenzo Barassi
Magazine, 18/02/2026.
(J. M. L. D’Amico-G. Fazio-P. Bagni- E. Roberts-J. M. L. D’Amico)
È giocoso fin dal titolo, che naturalmente gioca sull’ambiguità tra la sigla di Artificial Intelligence (oggi però in concorrenza con IA della versione italiana) e un’interiezione di dolore (senza h) il brano di Dargen [Jacopo Matteo Luca] D’Amico, con i perenni occhiali da sole, che ci ha abituato alla sua ironia (impegnata) dai tempi di Dove si balla (2022) e Onda alta (2024). Il gioco percorre tutto il testo, scritto con il prolifico cremonese Edwin Roberts (non è uno pseudonimo) e Pietro “Vago XVII” Bagni, come si vede dai numerosi riferimenti pop (Autostrada Adriatica, Gardaland, Nureyev, Carlos Raposo: è il mitico “Kaiser”, calciatore brasiliano che pur avendo ricevuto ricchi contratti non era mai sceso in campo), dalle rime foneticamente ironiche (AI:Bye:vai; dj:parade; bollcina:pellicina), dal lessico del web (rete, contatto, password) e di registro colloquiale (uffa, pancia, a me mi). Un bric-à-brac divertente (il Bel Paese […] è uno stivale però da diva / che si fa il bagno nell’olio d’oliva) che non trascura temi più seri (Dice il Vangelo – Darai da bere / a chi è straniero, ma ha le stesse vene).
La valutazione linguistica sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2026 è a cura di Lorenzo Coveri, Accademico della Crusca, che si è occupato a più riprese del Festival.
Ricordiamo che la valutazione riguarda esclusivamente la parte linguistica e non l'interpretazione, la musica o l'arrangiamento che potranno essere valutati solo dopo la partenza del Festival.
Di Lorenzo Coveri