Emma Dante torna a guardare la famiglia come luogo di cura, sopraffazione e negazione. In L’angelo del focolare una donna uccisa dal marito si rialza ogni mattina e ricomincia la routine della giornata: pulisce, cucina, accudisce, sopporta. La casa diventa una prigione in cui la violenza entra nella quotidianità. Un rito feroce e grottesco che mostra il femminicidio come esito di possesso, umiliazione e silenzio.