Dal 24 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, il Museo della Storia di Bologna – Palazzo Pepoli ospita Edith Tudor-Hart. La fotografia spia, la prima retrospettiva dedicata in Italia alla fotografa e agente sovietica austriaca. La mostra, composta da oltre cento fotografie, si articola in cinque sezioni tematiche che esplorano la povertà e le disuguaglianze sociali, gli avvenimenti politici, la vita quotidiana, il mondo del lavoro e la rappresentazione dell'infanzia. Un'ampia sezione documentaria affianca le immagini con riviste, documenti personali, carte private e materiali dei servizi segreti britannici.
Le sezioni non seguono un ordine cronologico, ma si concentrano sui temi ricorrenti nella produzione di Tudor-Hart: le immagini documentano dall'interno manifestazioni, scioperi e tensioni nell'Austria e nell'Inghilterra tra le due guerre mondiali, accanto a scene di vita ordinaria. Particolare rilievo è dato alla rappresentazione dell'infanzia, tema che Tudor-Hart sviluppò fin dalla formazione come insegnante montessoriana e che percorre tutta la sua produzione, fino agli ultimi servizi realizzati nel secondo dopoguerra.
La mostra è promossa da ONO arte contemporanea nell'ambito di un percorso di ricerca dedicato a fotografi rimasti ai margini della narrazione ufficiale. Tudor-Hart, definita «la spia con la macchina fotografica», operò in un periodo segnato dalla crisi economica e dall'affermazione dei totalitarismi; negli ultimi anni il suo lavoro è stato oggetto di una crescente riscoperta internazionale, con esposizioni nel Regno Unito, in Austria e in Germania.
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