Giovedì 18 marzo 2027, il Teatro Centrale di San Bonifacio di Verona ospita Natalino Balasso - Giovanna dei disoccupati: un apocrifo brechtiano, uno spettacolo che si presenta come una riscrittura contemporanea di un testo di Bertolt Brecht. La produzione muove dalla domanda su cosa scriverebbe l'autore tedesco se vivesse oggi, a ottant'anni dalla fine del nazismo, immerso in un'economia e in una finanza definite più complesse e stratificate rispetto alla sua epoca. Il risultato è un apocrifo dichiarato, concepito — come recita il testo di presentazione — come se fosse stato scritto sotto dettatura dell'autore originale.
I personaggi immaginati da Brecht agiscono in nuovi àmbiti e con nuove parole, ma restano collocati nel terreno della dominanza e della sudditanza: l'algoritmo, le multinazionali, l'istigazione al consumo e l'isolamento sociale prendono il posto delle forme di sfruttamento descritte nei testi originali. In scena compaiono Pierpont Mauler, i suoi sottoposti Cridle e Slift, la lobbista Graham, e la protagonista Giovanna Darko, a capo di una comunità social-socialista. Lo spettacolo interroga la natura stessa di tale comunità online, chiedendo se essa rappresenti una vera aggregazione o una molteplicità di individui isolati che condividono il sogno della tribù. Il riferimento a Gramsci, citato nel testo di presentazione, inquadra il teatro come strumento che, mentre diverte, tenta di intervenire sul pensiero degli spettatori.
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