Tra le strade povere e violente di Easy Street (1917) e gli spazi aperti di The Vagabond (1916), Charlot attraversa il mondo moderno da una posizione impossibile: ne è insieme escluso e lucidissimo osservatore. Poliziotto per caso nel primo film, violinista errante nel secondo, affronta miseria, soprusi e solitudine senza rinunciare alla risata. Ma la commedia si incrina continuamente nel melodramma, e il vagabondo diventa una maschera capace di trasformare la fragilità in libertà, e il dolore in grato stupore. Le immagini incontreranno un repertorio pianistico che spesso visse di tali contrasti: quello del romanticismo francese.