Cinque grandi artisti fanno rivivere le musiche di Clémence de Grandval e di alcuni compositori della sua epoca. Un viaggio nel fascino dell’opera lirica francese dell’Ottocento, tra passione, virtuosismo e melodie da riscoprire.
Gli strumenti ad ancia doppia come l’oboe, il corno inglese e il fagotto si trovavano difficilmente nei salotti musicali. Rimanevano generalmente nell’ambito dell’orchestra, dove svolgevano un ruolo fondamentale e talvolta si vedevano affidare parti solistiche. Tuttavia, formando musicisti destinati a tali strumenti sin dal 1795, il Conservatorio di Parigi spinse i compositori romantici a interessarsi alle loro potenzialità: brani da concorso e di musica da camera misero così in luce il virtuosismo acquisito dagli interpreti. Celebre per il suo Concerto per oboe op. 7, Clémence de Grandval scrisse molto anche per questa famiglia di strumenti a fiato, in particolare per l’oboista Georges Gillet, docente al Conservatorio dal 1881 al 1919.