Scrivendo per l’oboe, gli artisti romantici evocano un immaginario spesso in contrasto con il loro tempo: questo strumento rimanda infatti a un’estetica antica – quella dell’Ancien Régime, quando gli strumenti ad ancia doppia come questo svolgevano un ruolo importante nella musica all’aperto e nei balli – oppure a un’atmosfera campestre, come nel celebre assolo di corno inglese dell’ouverture del Guillaume Tell. Esplorando questi universi, compositori e compositrici non intendono però imitare il passato o il folclore popolare, bensì aprire nuove strade per rinnovare un’estetica europea ormai languente.