Roma, 12/01/2026.
Gennaio inizia con una serie di scioperi, come da calendario: dopo quelli di venerdì 9 e sabato 10 gennaio, lunedì 12 e martedì 13 gennaio sono le nuove date stabilite dal MIM per lo sciopero nazionale che interesserà il comparto scolastico, ovvero le scuole pubbliche, comunali (asilo nido, materne e educatori) e private. Così anche Roma sarà interessata dalle agitazioni e, come riportato sulle pagine online del Comune, non potrà essere garantito il servizio nei tempi e nei modi usuali.
La protesta, che segue di qualche giorno l'aperture delle scuole dopo le vacanze natalizie, è stata indetta da quattro sigle sindacali, ovvero Flp, Confsai, Conalpe, Csle e coinvolge tutto il personale scolastico.
Di seguito il passo della comunicazione del Ministero dove si attesta il cambiamento delle date : «Si comunica che le Confederazioni sindacali CSLE, CONALPE, CONFSAI e FLP, in ottemperanza a quanto statuito dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali con deliberazione n. 3273 del 2 gennaio u.s., hanno comunicato lo spostamento dell’indizione dello sciopero del personale docente e ATA, a tempo determinato e indeterminato del Comparto Istruzione e Ricerca, già proclamato per le intere giornate del 9 e 10 gennaio, alle intere giornate del 12 e 13 gennaio 2026».
Con queste due giornate di agitazione si vuole far luce su una serie di problematiche irrisolte che da anni affliggono il settore scolastico italiano. Si parte dall'aumento degli stipendi «con la reale applicazione di esso come standard europeo», si passa per il riconoscimento dei buoni pasto «come già riconosciuti ai dipendenti del Mim, Direzione Regionali e Usp», si arriva all’estensione del lavoro usurante «a tutti i lavoratori delle scuole di ogni ordine e grado», per arrivare ai controlli sui dirigenti «che non applicano correttamente il CCNL creando difficoltà psicofisiche al personale».
Ma tra le richieste dei sindacati troviamo anche l'introduzione della figura dello psicologo «esterno all’interno delle strutture scolastiche dedicato al personale che ne richiede la prestazione», l'applicazione e scorrimento delle graduatorie per gli insegnanti di sostegno, l'abolizione della possibilità da parte delle famiglie di confermare l’insegnante di sostegno precario, nonch'é l'abolizione dell’uso dell’algoritmo per l’attribuzione delle supplenze nelle gps (graduatorie provinciali di supplenza).
Come riportato dai comunicati, lo sciopero «si può fare sia per uno solo dei due giorni (solo il 12 o solo il 13) o entrambi i giorni», come hanno spiegato da Csle specificando che è rivolto a scuole (pubbliche, private e comunali di ogni ordine e grado), asili ed educatori.
Lo sciopero di lunedì 12 e martedì 13 gennaio prevede che per il comparto istruzione e ricerca si asterranno dal lavoro per l’intera gornata «personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA), personale educativo e scolastico, personale non dirigente e personale docent». Per il comparto funzioni locali, invece, incroceranno le braccia «personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali, personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia, personale docente delle scuole dell’infanzia e personale non dirigente».