Tratto da
Petrolio, romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini,
Come un cane senza padrone è uno degli spettacoli più rappresentativi del percorso artistico di Motus. Al pari di altre produzioni della compagnia, ispirate a opere di De Lillo, Genet, Fassbinder e dello stesso Pasolini, l’attenzione si concentra su temi come la banalità del male nel quotidiano, la crisi del soggetto nell’impero del totalitarismo consumistico, la disseminazione dell’io. In tutti questi autori risulta cruciale la possibilità del soggetto di compiere atti estremi. In
Petrolio Carlo, ingegnere dell’Eni, in preda a una possessione al tempo stesso angelica e demoniaca segue nella notte il cameriere Carmelo “come una cane, anzi come una cagna”, fino a ritrovarsi soggiogato in una distesa desolata di periferia romana “cosmicamente lontana” dal centro della città.
Pasolini scriveva a Moravia che
Petrolio è “un romanzo scritto più con la lingua dei trattamenti o delle sceneggiature che quella dei romanzi classici”. Motus ne fa un film di letteratura, raccontato a viva voce da una narratrice “sadiana” come Emanuela Villagrossi. Scena e video si confondono.
Nell’allestimento speciale proposto per il TTV Dany Greggio, al suo ritorno a teatro, interpreta sul palco la vittima Carlo, mentre in video Franck Provvedi veste i panni del carnefice Carmelo. Sullo sfondo una notte rischiarata dalla luce della luna, un crescendo di tensione e una moderna periferia senza rimedio, simile a quelle esplorate da Pasolini nei suoi vagabondaggi notturni “come un cane senza padrone” lungo l’Appia o la Tuscolana.