“Ho visto l’angelo nel marmo e l’ho scolpito finché non l’ho liberato”.
Questa meravigliosa frase, erroneamente attribuita a Michelangelo Buonarroti,
rappresenta al meglio il tema della settima edizione del TEDx Coriano.
Dentro quel marmo, per lo scultore, non c’era materia inerte ma una forma già presente,
già viva, già esatta, che aspettava solo di essere liberata.
Ecco il punto: non si tratta di aggiungere, ma di togliere, di riconoscere ciò che esiste già
in potenza.
È esattamente da qui che nasce Educĕre. Dal latino “trarre fuori”.
Educare non è inserire informazioni dentro una testa vuota, non è riempire contenitori, non
è addestrare persone a rispondere correttamente a domande che qualcun altro ha deciso
per loro.
Educare, nel suo significato più autentico, è far emergere, portare alla luce, rendere
visibile ciò che ogni individuo già possiede, ma che spesso rimane sepolto sotto strati di
abitudini, aspettative, programmi e standard.
Per troppo tempo abbiamo confuso l’educazione con la trasmissione di contenuti,
trasformando scuole, università, aziende e organizzazioni in fabbriche di competenze,
luoghi in cui si misura ciò che entra e ciò che esce, ma non ciò che accade davvero dentro
le persone.
Questo TEDx nasce per mettere in discussione proprio questa idea.
In un mondo che spinge continuamente verso la standardizzazione, l’ottimizzazione e la
velocità, educare diventa un atto controcorrente, rivoluzionario.
Questo è il senso di questa edizione