Sabato 24 ottobre, la Sala Verdi di Reggio Emilia ospita Bambu: danza e teatro contemporanei dal continente africano, una serata nell'ambito di Festival Aperto 2026 che accosta tre assoli della scena coreografica africana. Il progetto, ideato da Roberto Castello per la compagnia Aldes, nasce come dispositivo di relazione: una rete di operatori africani propone una selezione di lavori, da cui una rete di programmatori italiani sceglie quelli destinati alla tournée in Italia. Il meccanismo rovescia il modello tradizionale in cui è l'Europa a decidere cosa portare dall'Africa e quale immagine del continente restituire.
La serata presenta tre lavori in forma di assolo: Thin Line di Diana Odhiambo (Kenya), Mahaka di Linda Sarki Johnson (Nigeria) e Kizazi di Stéphanie Mwamba, artista di origine congolese e senegalese. Quest'ultimo lavoro prende il nome dalla parola swahili che significa "utero" ed è una riflessione sul significato di crescere donna nell'est del Congo: attraverso l'alternanza di improvvisazione e scrittura coreografica, Mwamba riprende la sovranità sul proprio corpo trasformandola in atto politico. L'intera serata si propone di presentare le tre voci senza filtri esotizzanti, secondo la prospettiva dichiarata di "spostare il centro del mondo".
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