Elio De Capitani dirige e interpreta
Erano tutti miei figli, primo grande successo di Arthur Miller, scritto nel 1947 e ambientato nell’America post-bellica. Per il regista è un ritorno al teatro di questo grande autore americano, a dodici anni da Morte di un commesso viaggiatore, un successo applaudito in tante piazze italiane; ed è un’occasione per indagare il rapporto conflittuale tra genitori e figli e la responsabilità morale dell’individuo a confronto con la storia, in un’opera in cui il dramma sociale e quello psicologico coincidono.
Lo spettacolo ci porta nel cuore della vita della famiglia Keller. Siamo sulla soglia della loro ricca casa borghese, immaginata dallo scenografo Carlo Sala come una sorta di patio circondato da un fitto bosco, un luogo tra l’interno e l’esterno che lascia intuire l’intimità delle stanze, ma tiene celati i segreti. E si scoprirà che in questa famiglia molto è stato nascosto.