In un futuro distopico in cui la Terra è sull'orlo del collasso a causa di politiche
dissennate, due protagonisti dalle personalità opposte — l'uno razionale e diligente,
l'altro istintivo e disincantato — affrontano le grandi domande esistenziali
dell'umanità, oscillando tra italiano e friulano, scienza e misticismo. Nel farlo, si
rendono conto che l'unico interrogativo ancora aperto e modificabile è "Dove
andiamo?", una prospettiva che offre loro libertà d'azione ma che al contempo
impone una forte presa di responsabilità. Svanito il tempo delle risposte superficiali,
dei negazionismi e delle intolleranze, l'unica via per preservare la specie è guardare
al domani facendo tesoro del passato. L'urgenza di questo cambiamento è tuttavia
immediata, poiché il tempo rimasto non è un concetto filosofico, ma una realtà fisica
e implacabile che sta rapidamente stringendosi attorno all'umanità.