Mostra – JUMP!
Philippe Halsman
101 copertine realizzate per la prestigiosa rivista
LIFE; decine di personalità del costume, della politica, dello spettacolo e della cultura, passate di fronte al suo obiettivo; mostre internazionali e libri che hanno fatto epoca: ecco chi era Philippe Halsman, tra i più grandi ritrattisti della storia della fotografia.
Nato a Riga, in Lettonia, nel 1906, Halsman comincia negli anni Venti la sua carriera di fotografo e negli anni Trenta diventa celebre a Parigi lavorando per riviste come
Vogue e
Vu. Negli anni Quaranta riesce a ottenere un visto per gli Stati Uniti grazie all’amicizia di Albert Einstein e, una volta sbarcato a New York, la sua fama di grande ritrattista si consolida ancora di più.
Dalle collaborazioni con le grandi testate agli intensi ritratti per lo show business hollywoodiano, Halsman ha creato un genere e uno stile unico e rivoluzionario.
Le sue fotografie sono frutto di una vulcanica creatività e delle sinergie che si manifestavano nell’incontro con grandi e illustri amici. Tutti si prestavano al “gioco” di Halsman, alla dolce tortura di essere fotografati in uno studio, con luci, fondale e macchinari ingombranti.
Negli anni Cinquanta, Halsman sviluppa una nuova tecnica. Quando gli è possibile, alla fine di una sessione di posa chiede ai suoi soggetti di saltare di fronte alla macchina fotografica. I risultati sono straordinari e Halsman arriverà a collezionare diverse centinaia di salti. Non si tratta solo di un gioco ma di un espediente per addentrarsi ancora di più nel ritratto psicologico. Il salto permette un momento di sospensione in cui la mente si rilassa, la concentrazione si sposta sulla possibilità di realizzare un gesto insieme liberatorio e infantile, e la maschera cade.
Così, nelle sue sessioni di
Jumpology, la disciplina che Halsman teorizza appunto con i suoi salti, il fotografo nota come il corpo umano possa assumere un’incredibile varietà di modulazioni che rivelano il volto inaspettato del personaggio che si ha di fronte. Il libro
Philippe Halsman’s Jump Book esce nel 1959 ed è dedicato “ai miei soggetti che hanno sfidato la gravità”. Il volume si chiude con il ritratto di Philippe sulla spiaggia, intento a realizzare una capriola in aria. Il testo che accompagna l’immagine domanda ai lettori: “E tu, come salti?”
L’antico Ospedale S. Maria Maddalena – Centro Studi Espositivo
Il complesso dell’antico Ospedale civile di S. Maria Maddalena, già attestato nel secolo dodicesimo, è stato oggetto di un lungimirante recupero, condotto dalla Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.
Nel salone d’ingresso, che si apre sotto la loggia che si affaccia in Piazza San Giovanni, è possibile, infatti, scorgere i resti di una struttura romana, forse una cisterna, all’interno della quale in età paleocristiana fu costruita una chiesa.
Attualmente l’ex Ospedale civile di S. Maria Maddalena è proprietà della Fondazione della Cassa di Risparmio di Volterra e ospita al suo interno un pregevole ed ampio
Centro studi attrezzato per conferenze e un
Centro espositivo dove sono conservate anche donazioni di opere d’arte che diversi artisti volterrani e italiani hanno nel tempo devoluto all’ente.