Paolo Nori officia al rito del teatro con una spontaneità che commuove e lui stesso si commuove quando elenca ciò che può considerarsi paradiso, vita oltre la morte, eternità intravista nelle cose di tutti i giorni, nelle gioie e nei dolori piccoli e grandi di un vivere normale, in cui sguardi e affetti divengono il valore assoluto che sconfigge la morte e l’oblio un po’ come accade per il dialogo che Nori intesse con i suoi autori, con Anna Achmatova, Lev Tolstoj, Gogol’, Dostoevskij, Iosif Brodskij, Ivan Gončarov, solo per citarne alcuni. Al termine de La libertà. Primo episodio si esce leggeri ed emozionati, commossi e divertiti con un retrogusto malinconico. (Nicola Arrigoni)