LA LOCANDA INVISIBILE

Un evento imperdibile a Palermo
da giovedì03dicembre2026
a domenica13dicembre2026

Tribunetta Sala Strehler Cerca sulla mappa
DA Giovedì03Dicembre2026
A Domenica13Dicembre2026
La locanda invisibile è un luogo immaginario, il rudere di una casa bombardata, le cui macerie possiamo ancora ritrovare tra i vicoli e le piazze di Palermo. Ma il suo aspetto ricalca anche quello delle case sventrate che ci tocca quotidianamente di vedere in cronache di guerre che sembrano di un’altra epoca. È il luogo simbolo di una condizione umana in eterna lotta per la sopravvivenza, abitato da un’infinita varietà di personaggi e di ombre, proiezione e incarnazione dei sogni del Poeta, delle “presenze” che vede e sente attorno a se. Ciascuna di loro ha una storia da raccontare: desideri, paure, dubbi, contraddizioni, certezze che ci attraggono, ci divertono, ci lasciano sbigottiti. Storie che ci sembrano fantastiche e fantasiose e che diventano, gradualmente o all’improvviso, specchio della realtà che ci circonda, storie intrise di un’umanità che ce le fa sentire vicine, nostre, universali.

Ci accompagnano, in questa giostra in bianco e nero, Fortunato e Spardaquasetta, due omini stralunati in bilico tra ingenuità e genialità, fratelli di sangue di Totò e Vicé, che appaiono e scompaiono distillando le loro gocce di alta filosofia tra domande improbabili e racconti surreali. E appaiono e scompaiono anche un postino che da cinquant’anni cerca di consegnare una lettera a un destinatario che non è mai a casa, una guardia che non riesce ad arrestare nessuno perché vive in un paese dove tutti sono buoni e onesti, due eterni amanti, ormai vecchi, che rivivono sempre con le stesse parole il tragico amore di Romeo e Giulietta, e poi una vecchia puttana, bambole e animali, corpi e ombre, becchini e anime di morti.

«Abbiamo lavorato tanto su Franco Scaldati da sentirci ormai degli alter-ego di Totò e Vicé – affermano Vetrano e Randisi – ci siamo divertiti a incarnare la vecchia e l’omino di Assassina e siamo stati rapiti dal mondo lirico e tragico di Ombre folli. Siamo adesso ad un nuovo capitolo della sua scrittura, che ci riporta idealmente al Pirandello dei Colloqui coi personaggi, dove l’Autore parla con le sue creature, le interroga e le ascolta. Scaldati ascolta i propri pensieri e vive i suoi sogni nelle parole delle Ombre e dei Personaggi che popolano la sua Locanda, tra macerie e detriti. In ogni pietra di quel rudere c’è una vita passata, e di notte quelle pietre tornano alla loro antica origine umana».
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