Pulcinella è l’uomo della strada che riesce a sfuggire la morte, a prendersi gioco del potere e della prepotenza pur manifestando egli stesso paura, timore e tutti quei sentimenti che non appartengono all’eroe da favola ma all’uomo di tutti i giorni. Storie di Pulcinella è un modo di presentare i canovacci antichi nella loro modernità e universalità alternandoli con altre storie antiche e moderne, e oltre che spettacolo può diventare incontro, lezione, storia, viaggio condiviso nel mondo meraviglioso delle guarattelle napoletane.
Nel 1978 Bruno Leone apprende l’arte delle guarattelle da Nunzio Zampella, ultimo maestro guarattellaro napoletano, ed evita in tal modo la scomparsa di una tradizione che risale a girovaghi e saltimbanchi medievali. Un’arte antica che deve la sua vitalità alla capacità dei burattinai di coniugare memoria e attualità in un rapporto molto attento col pubblico. Leone ha ripreso canovacci e stili di quest’arte, contribuendo con efficacia alla ripresa di un genere teatrale molto importante per la storia della cultura popolare napoletana ed europea.
Pulcinella, sempre in scena alla destra del burattinaio, scandisce con la sua caratteristica voce – ottenuta col segreto strumento della pivetta – l’alternarsi delle storie. Gianluca Fusco accompagna lo spettacolo con musiche della tradizione napoletana e brani originali, dando un tocco di magia in più, allietando il pubblico e i burattini.