Lapis Lazuli di Laskaridis apre il Campania Teatro Festival a Napoli

Un evento imperdibile a Napoli
da domenica15giugno2025
a lunedì16giugno2025

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DA Domenica15Giugno2025
A Lunedì16Giugno2025
Evento terminato

Al Teatro Mercadante di Napoli va in scena lo spettacolo LAPIS LAZULI, parte della sezione Internazionale del Campania Teatro Festival 2025. L'opera di Euripides Laskaridis inaugura gli Stati Generali della Cultura, offrendo un'esperienza teatrale unica nel suo genere.

Capace di creare magia a partire dai materiali più disparati e ordinari, Laskaridis è il creatore di una forma spettacolare ibrida e unica, che fonde armoniosamente performance, danza e arti visive. In LAPIS LAZULI, continua la sua ricerca sui temi della trasformazione e del ridicolo, mescolando elementi del grottesco, del comico e dell’orrifico.


Ispirandosi alla suggestiva pietra semipreziosa di colore blu che porta lo stesso nome e che è nota per il suo comportamento imprevedibile quand’è sotto pressione, Laskaridis mira a creare un nuovo mondo affascinante ed enigmatico, ricco di dualità intriganti. Il nome stesso della pietra, lapis lazuli (spesso interpretato come la “Pietra del Cielo”), suggerisce un’origine che è allo stesso tempo terrestre e celeste. È stata proprio questa dualità insita nel nome della pietra ad accendere nell’artista il desiderio di tessere meticolosamente sul palco un intreccio di variazioni apparentemente contraddittorie.
LAPIS LAZULI è una coproduzione internazionale che coinvolge Grecia, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Finlandia e Bulgaria. Ha debuttato nell’aprile 2024 ad Atene, in Grecia, seguito da un’ampia tournée mondiale.

Euripides Laskaridis

Regista e performer, definito l’“enfant terrible” della coreografia greca, Euripides Laskaridis opera all’incrocio tra danza, performance e arti visive, esplorando i temi del ridicolo e della trasformazione. In Lapis Lazuli, la sua ricerca prosegue mescolando grottesco, comico e orrifico, a partire dalla dualità insita nel nome della pietra blu. Il lapislazzuli, spesso chiamato “pietra del cielo”, evoca infatti un’origine duplice, al tempo stesso terrestre e celeste. È proprio questa contraddizione a innescare nell’artista il desiderio di tessere meticolosamente sulla scena un nuovo mondo, affascinante ed enigmatico, ricco di variazioni intriganti.

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