How I learned to drive racconta la storia di Li’l Bit, adulta che riflette sulla propria infanzia.
Lavorando a questo spettacolo nello spazio intimo e raccolto della Heartefact House, abbiamo cercato di costruire un linguaggio teatrale delicato per un testo complesso, profondo e sensibile. Non pretende di competere con le dure realtà della nostra vita quotidiana, ben più cupe, pervasive e apparentemente inarrestabili.
Abbiamo cercato di prendere le distanze per osservare un problema che la maggior parte di coloro che si confrontano con questo testo ha sperimentato, il rapporto tra Li’l Bit e suo zio. È attraversato da una profonda ambivalenza: amore, tenerezza, curiosità, insegnamento, fiducia, costruzione dell’autorità, errori e, di conseguenza, superamento dei confini, manipolazione emotiva e danni che conducono all’autodistruzione.
L’autrice apre una discussione importante e provocatoria sulle cause, e non soltanto sulle conseguenze, di una relazione di questo tipo.
Questo spettacolo parla di perdono, anche quando perdonare sembra impossibile, in una società in cui troppo spesso si colpevolizzano e si mettono a tacere le persone.