La diade rappresenta la molteplicità e l’indeterminatezza. È diversità e caos, da cui derivano le differenze e il divenire nel mondo sensibile. È l’accordo di due suoni, il principio che genera la varietà delle cose. Diade è composta dalla regista e scenografa Federica Amatuccio e dal compositore e sound designer Andrea Gianessi: concentra la sua ricerca sull’interazione tra teatro, danza, azione fisica, spazio, musica e suono. Sperimenta nel teatro le relazioni possibili tra l’individuo e l’altro da sé, il confronto con la comunità, la natura, il potere, le istituzioni, la massa, lo spazio-tempo.
Dal 2024 ha avviato un progetto di ricerca, Ave Medea, su MEDEAMATERIAL di Heiner Müller. Èuna preghiera generativa, collettiva e poetica, un dispositivo scenico che dissolve i confini tra teatro, musica, poesia e installazione performativa. È un paesaggio.
Una selva di sessanta aste microfoniche nere compone un’installazione scultorea mutante: puntelli contro le rovine di una landa desolata. Il cadavere è nella stanza e le parole di Medea guidano il nostro sguardo, uno sguardo pornografico, da peep-show, quello con cui osserviamo assuefatti e imperturbabili le rovine del mondo che ci circonda. Medea ci mostra la periferia della narrazione e la costruzione di un grande paesaggio poetico: il suo dramma, l’atto tragico, archetipo della condizione umana.