Nella mezz’ora che lo separa dall’ingresso in scena per recitare nel “Temporale” di Strindberg, un vecchio attore rivive frammenti della propria vita. I suoni del teatro fuori dal camerino richiamano gioie, perdite e fantasmi del passato, in un fluire di ricordi senza ordine cronologico. Con la regia di Massimo Popolizio, Umberto Orsini intreccia la propria storia a quella dell’Italia dal dopoguerra a oggi, in un viaggio evocativo verso il “Temporale”, ultima meta soltanto rimandata.