Molte culture antiche interpretano il mondo come il risultato di una tensione costante tra
forze opposte, individuando nell’equilibrio una conquista sempre esposta al rischio del
disordine. Il caos non appare così come una semplice assenza di ordine, ma come una
condizione originaria con cui le società umane si confrontano nel tentativo di dare stabilità,
senso e continuità alla propria esperienza del mondo.
Nella concezione egizia, l’equilibrio del cosmo era garantito da Maat, dea dell’ordine, della
giustizia e dell’armonia universale.
A lei si opponevano Isefet, principio del caos e della
violenza, e Seth, antagonista di Osiride. Questa tensione tra ordine e disordine compare già
nei Testi delle Piramidi (ca. 2400 a.C.), legata al mito della creazione: Atum, dio creatore,
emerse dal Nun, l’oceano primordiale delle acque caotiche.
L’ordine instaurato dal dio
restava però costantemente minacciato dalle forze del caos.
Compito del faraone era
preservare Maat attraverso riti, decisioni politiche e azioni quotidiane, impedendo il ritorno
del disordine.
La mostra Le Acque del Caos e l’ordine di Maat racconta come gli Egizi cercarono di
comprendere e contenere il caos.