Giornata Mondiale della Gentilezza: cosa si celebra il 13 novembre e perchè

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Magazine, 13/11/2025.

Il 13 novembre è la Giornata Mondiale della Gentilezza e anche nel 2025 si celebra in questa occasione l'importanza di quello che non si può probabilmente definire un vero e proprio sentimento, quanto più un insieme di gesti, un'attitudine, un valore, oltre che un segno di intelligenza e maturità emotiva, che tutti e tutte noi possiamo mettere in atto quotidianamente.

Non solo in ambito strettamente personale, ma anche in quello lavorativo, la gentilezza è ormai considerata una soft skill, ossia una competenza relazionale apprezzata e importantissima, soprattutto tra le nuove generazioni che considerano l'empatia e la cortesia come condizioni necessarie al raggiungimento del benessere psico fisico e di un alto livello di qualità della vita.

Sono finiti quindi i tempi dei manager rampanti e un po' sbruffoni, retaggio ormai di un passato che ormai sembra lontano millenni, a favore di atteggiamenti amabili e cortesi. Tutto ciò è talmente importante da voler essere istituzionalizzato: in Canada, in Giappone, in Australia e nei paesi scandinavi esistono programmi scolastici e di politiche pubbliche che promuovono il rispetto e la gentilezza verso gli altri, per non parlare di paesi come il Buthan, in cui la misura della Felicità Interna Lorda è importante quanto quella che misura il Pil.

A proposito di paesi, qual è il più gentile? Secondo la ricerca The State of Kindness in Europe, ideata da Sanrio, il brand giapponese che ha creato Hello Kitty, in collaborazione con YouGov, un istituto di ricerca riconosciuto a livello globale, la classifica europea è questa: la Spagna è al primo posto, seguita dal Regno Unito (dove please e thank you sono espressioni talmente importanti da non far parte solo della struttura linguistica, ma anche di quella relazionale), dalla Germania a pari merito con la Francia, mentre al quinto posto arriva l'Italia, paese d'arte, poeti e opere liriche che inneggiano all'amore, ma che dal punto di vista della cortesia non si trova purtroppo sul podio. 

Implementare la proprio gentilezza è comunque sempre possibile, basta seguire il consiglio di Anne Herbert, giornalista e attivista pacifista americana: Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso. Random Kindness and Senseless Acts of Beauty è una frase pronunciata, anzi scritta su una tovaglietta di carta da Herbert nel 1982, anche se la veridicità di questa informazione sconfina spesso nel fiabesco. In ogni caso questa affermazione si è poi trasformata in un libro, scritto  sei mani all'inizio degli anni Novanta da Anne Herbert, la psicologa americana Margaret Paloma Pavel e l'attivista e artista giapponese Mayumi Oda che è un vero e proprio inno alla gentilezza.

La gentilezza, però, non è solo un insieme di gesti che si possono (anzi si dovrebbero) praticare verso gli altri, ma anche verso se stessi. La mindfulness, teoria e pratica ormai impiegata in grande scala a livello psicoterapeutico, si basa proprio sul perdono e la gentilezza rivolti alle nostre fragilità e alla nostra persona, al fine di raggiungere un benessere psico fisico ottimale nella vita quotidiana.

 

 

 

 

Di Paola Popa

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