Viaggio a Parigi: come arrivare in aereo o in treno, cosa fare, cosa mangiare. La nostra guida

Torre Eiffel e Senna © Manuel Frugoni Torre Eiffel e Senna © Manuel Frugoni

Magazine, 09/04/2026.

La linea 6 della metropolitana parigina è diversa dalle altre. È di colore verde chiaro, non è sottoterra ma per buona parte sopraelevata. A volte, senza accorgersene, attraversando il Pont de Bir-Hakeim si sposta lo sguardo e, tutto d’un tratto, appare la Torre Eiffel. Parigi è questo, una città romantica che continua a sorprendere ogni anno milioni di individui provenienti da ogni parte del mondo.

Quella che segue è una guida completa per chi non sa proprio da dove iniziare per visitare la capitale francese. Si illustreranno aspetti quali i trasporti, i principali punti turistici (con qualche consiglio originale) e cosa mangiare.


La Torre Eiffel dalla Linea 6 © Manuel Frugoni

Come raggiungere Parigi

Per raggiungere Parigi dall’Italia oggi le opzioni migliori sono l’aereo e il treno
I due aeroporti principali della città sono Charles de Gaulle (CDG) e Orly (ORY). Ecco cosa cambia tra i due: Charles de Gaulle è il più grande e si trova fuori dalla città. Una volta arrivati, il miglior modo per raggiungere il centro è tramite il treno RER B che arriva, in circa 35-45 minuti, alla stazione di Gare du Nord, centralissima (il costo è di circa 12 euro). Per chi cerca il risparmio assoluto si segnala che è possibile prendere i bus locali che raggiungono il centro con il doppio del tempo (circa 80 minuti).

Orly è invece più vicino e, da poco, è diventato ancora più conveniente grazie alla Linea 14 della metro che permette di raggiungere il cuore di Parigi in meno di 25 minuti per circa 10 euro.

Grazie ai collegamenti degli ultimi anni il treno è oggi un’altra possibilità concreta. Questa opzione è consigliata alle persone che si trovano nei dintorni di Milano e Torino. Da Milano il tempo di percorrenza è di 7 ore. I vantaggi sono l’arrivo diretto nel centro della città, il prezzo (se si acquista il biglietto in anticipo) e il maggiore spazio per i bagagli.

Come spostarsi a Parigi

Per quanto riguarda il trasporto in città, tra bus, metro e altro, i mezzi pubblici parigini sono davvero completi. Per le permanenze inferiori ai 7 giorni l’opzione migliore è sicuramente il pacchetto Navigo Week che per circa 32 euro consente di spostarsi in qualsiasi zona senza limiti. Si consiglia di attivare il pacchetto tramite l’app ufficiale Île-de-France Mobilités.

Cosa fare a Parigi

Come non iniziare con il simbolo della città? La Torre Eiffel è spesso la meta principale e questo non è un caso. I consigli per visitare il simbolo di Parigi sono semplicemente quelli di acquistare il biglietto in anticipo per evitare le lunghe code e decidere se fare i 674 gradini o prendere l’ascensore. Per altre info si rimanda al sito ufficiale della Torre Eiffel.


La Torre Eiffel © Manuel Frugoni

Cosa dire poi del museo più famoso al mondo? Il Louvre contiene migliaia di capolavori appartenenti a zone, arti e periodi più disparati. La superficie dell’area espositiva è da capogiro: più di 70.000 metri quadrati. Visitarlo tutto è impossibile. Per chi si accontenta, il museo propone un percorso turistico (The Louvre's Masterpieces) che permette di imbattersi nelle opere più famose al mondo come La Nike, Amore e Psiche, l'Incoronazione di Napoleone o il Codice di Hammurabi
Un’altra opzione può essere quella di scegliere un’area tematica di particolare interesse in anticipo e di concentrarsi solo su quella. Per ulteriori informazioni si rimanda al sito del Louvre.

Ultimo consiglio: l’ingresso principale (quello della piramide) è spesso lento e affollato. Non tutti sanno che è possibile sottoporsi ai controlli di sicurezza e accedere al museo anche in altri due punti: il Carrousel du Louvre, che è un centro commerciale sottostante che contiene le indicazioni per raggiungere il museo (la coda è spesso del 50% più veloce) e Porte des Lions, che si trova invece nel lato sud del palazzo, spesso deserto ma non sempre aperto e senza guardaroba. 


Louvre, Amore e Psiche © Manuel Frugoni

Gli altri giganti sono la cattedrale di Notre-Dame, il quartiere di Montmartre, l’iconica Basilica del Sacro Cuore, i battelli sulla Senna, il Museo d’Orsay (cuore dell’impressionismo e post-impressionismo), il Palazzo di Versailles con i suoi enormi giardini (raggiungibile via treno) e, per i più coraggiosi, le catacombe.


Basilica del Sacro Cuore © Manuel Frugoni

Oltre ai principali punti d’interesse, i più curiosi possono provare a consultare le proposte di Atlas Obscura per Parigi, una sorta di guida digitale in cui i membri della community inseriscono le mete più nascoste, inusuali ma affascinanti. 

Un altro servizio davvero incredibile (in questo caso a pagamento, circa 10 euro a città) è Spotted by locals per Parigi. Questa piattaforma contiene centinaia di punti di interesse consigliati dai locals, da chi vive davvero in città. I punti di interesse sono selezionati a mano, senza AI, e non sono sponsorizzati. Spotted by locals può essere anche inteso come uno strumento per uscire, almeno in minima parte, dai circuiti turistici principali, supportando in questo modo le attività commerciali delle città che si visitano.

Un ultimo consiglio opzionale ma consigliato, valido per qualsiasi città ma soprattutto per Parigi, è di non prepararsi un programma giornaliero troppo ferreo: le mete e i ricordi migliori spesso si trovano per caso, passeggiando senza meta nei quartieri.  

Cosa mangiare a Parigi

Un buon viaggio nella capitale francese non può definirsi tale se non include la cucina e la pasticceria parigina. I must sono la Soupe à l'Oignon, il Boeuf Bourguignon, gli Escargots de Bourgogne e il Confit de Canard, senza dimenticare le centinaia di formaggi (che, a differenza dell'Italia, si mangiano spesso dopo i piatti principali e prima del dolce).


Passando ai dolci, non si può non iniziare con la boulangerie per la colazione, tra Croissant e Pain au Chocolat. Per quanto riguarda la pasticceria è invece essenziale provare almeno i macarons e gli éclair. Anche qui il consiglio migliore è forse quello di seguire il proprio olfatto e scegliere il dolce (la cui base sarà in ogni caso il burro) che più ispira. Difficilmente non sarà buono.


Pain au chocolat © Mink Mingle/Unsplash

Infine, le persone che seguono un’alimentazione vegetariana o vegana possono stare tranquille: ormai da anni in tutta la città sono presenti centinaia di opzioni plant-based, sia dolci che salate. Per individuarle si consiglia Happy Cow (è disponibile anche un’app) che le raggruppa quasi tutte.

Di Manuel Frugoni

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