Mdina © Ancila Mettekkatt
Magazine, 16/03/2026.
Mdina. La parola deriva dall’arabo Madiinat, che significa proprio città. Ha anche un altro nome, Città silenziosa o Città del Silenzio, perché nessuno parla ad alta voce all’interno dell’antica capitale di Malta. È la regola di Mdina per non disturbarne gli abitanti.
Erano quasi le due del pomeriggio quando ci siamo radunati davanti alla grandiosa entrata della Mdina. Era affollata, ma allo stesso tempo silenziosa. Passavano i carri trainati dai cavalli, le macchine e la gente a piedi sulla stessa strada. Le mura che proteggono la città sono di colore giallo: lo stile di costruzione fa venire in mente le città arabe. Non è una coincidenza. Essendo in mezzo, tra l’Europa e l’Africa, ed essendo stata anche colonizzata dagli arabi e dagli europei, la piccola isola del mediterraneo assorbe entrambe le culture. Persino la lingua maltese è una fusione di arabo, italiano e inglese.
Una volta passati oltre l’ingresso, siamo rimasti a bocca aperta: non solo le grandi mura, ma l’intera città è dipinta di giallo. Il sole del pomeriggio dà più intensità a questa sensazione. È la roccia calcarea che dà questo colore alla Mdina.
L'entrata di Mdina. Foto di Ancila Mettekkatt
Era ottobre. I fiori di Bougainvillea che si affacciavano dai poggioli erano quasi alla fine della loro massima fioritura. Tutti i visitatori vengono accolti da questi fiori di colore viola che simboleggiano il benvenuto. Il colore viola dei fiori sulle pareti gialle dà la sensazione di trovarsi in un villaggio e non in una città: la modernità è lontana.
Le Bougainville viola a Mdina. Foto di Ancila Mettekkatt
Mentre camminavamo per i vicoli, mi venivano sempre in mente le campagne arabe. La cultura mista si riflette molto sulla vita quotidiana di Malta. I vicoli erano silenziosi, si sentiva solo il rumore dei nostri passi: tutti rispettavano la regola di Mdina. In città c’è anche il rischio di perdersi, perché quasi tutti i vicoli sembrano identici se si visita Mdina per la prima volta.
Un vicolo di Mdina. Foto di Ancila Mettekkatt
Girando per la città, siamo arrivati in una piazza da dove si può ammirare una bellissima vista panoramica. Il terreno agricolo in mezzo alle colline dorate si allarga fino al Mar Mediterraneo. Qui si può ammirare il panorama, perdendosi nelle onde del mare.
Dopo una passeggiata di quasi un’ora nella vecchia capitale di Malta, abbiamo salutato la città silenziosa. Erano le tre del pomeriggio.
Vista panoramica dal terrazzo. Foto di Ancila Mettekkatt
La città di Mdina fu fondata dai fenici intorno all’VIII secolo a.C. e poi conquistata nel III secolo a.C. dalla repubblica romana. Mdina era più facile da difendere essendo posizionata in cima ad una collina. Durante l’epoca del governo romano, i perimetri della città vennero ridotti.
Intorno al 1530, Mdina perse il titolo di capitale quando gli ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme presero il controllo di Malta. Nel corso dei secoli, Mdina venne governata da molti: fenici, romani, arabi, cavalieri dell’ordine, francesi e inglesi. Questo percorso storico è visibile sulle costruzioni di Mdina.
La leggenda narra che quando la sua nave naufragò a Malta, l’apostolo San Paolo si stabilì a Mdina con l’aiuto di Publio di Malta, che in quell’epoca era il governante di Mdina, e che, da qui, cominciò a predicare il cattolicesimo in tutta l’isola.
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La cattedrale di San Paolo. Foto di Ancila Mettekkatt
Di A.M.