Festa della Donna 2026: perché si regala la mimosa? La storia

La mimosa © Jacqueline Macou/Pixabay La mimosa © Jacqueline Macou/Pixabay

Magazine, 02/03/2026.

La Acacia dealbata, conosciuta semplicemente come mimosa, è un albero sempreverde originario dell’Australia, diffuso in Europa a partire dal XIX secolo. In botanica il termine mimosa identifica un intero genere che comprende diverse specie, tra cui la sensitiva, ma in Italia il nome richiama immediatamente i caratteristici fiori gialli, simbolo dell’arrivo della primavera. 

Con l’avvicinarsi dell’8 marzo, questo fiore torna a colorare giardini e viali, diventando l’emblema della Giornata Internazionale della Donna. La sua scelta risale al 1946, in un Paese appena uscito dalla guerra e segnato da forti difficoltà economiche. Inizialmente si pensò alla violetta, il fiore già legato alla sinistra europea, ma il costo elevato e la scarsa reperibilità la resero poco adatta. Furono allora Rita Montagnana e Teresa Mattei, esponenti dell’Unione Donne Italiane, a proporre la mimosa: un fiore semplice, spontaneo e accessibile a tutte e tutti, il cui giallo luminoso divenne simbolo di forza, energia e rinascita

Il valore simbolico della mimosa non si limita all’Italia. In alcune popolazioni native americane veniva donata alle ragazze come dichiarazione d’amore; gli aborigeni australiani le attribuivano proprietà curative; in Inghilterra, invece, le giovani la appuntavano sulle giacche come segno di femminilità. Tradizioni diverse che testimoniano il legame universale tra questo fiore e i temi della cura, dell’affetto e dell’identità femminile.

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