Patty Pravo /©facebook/Patty Pravo
Magazine, 23/02/2026.
(G. Caccamo)
L’ex “ragazza del Piper”, oggi ultima (o penultima) diva della canzone italiana, ritorna, carica di medaglie (settantasette anni, sessanta di carriera, circa centodieci milioni di dischi venduti in tutto il mondo) a calcare le tavole dell’Ariston per l’undicesima volta. E lo fa da par suo. Si parla di Patty Pravo alias Nicoletta Strambelli, naturalmente. Che si è fatta cucire addosso dal talentuoso cantautore Giovanni Caccamo un testo solenne fin dal titolo, Opera (parola usata finora solo in un’altra canzone del 2004, Ladro di te di Tommaso Zanello detto “Er Piotta”, compagnia poco congrua). E dall’incipit, che riecheggia Quasimodo (Sulla terra siamo soli, / solitari in compagnia), mentre a metà testo troviamo addirittura l’Iliade (Cantami ancora il presente, / nella vanità, io sono Musa, colore tagliente [sinestesia] e poi l’Opera, l’Opera [sintassi nominale, senza verbi al modo finito]. Patty ci dice: ho viaggiato per il mondo / tra oasi, deserti, e misteriose profezie / dove il tempo è sospensione dell’eternità. / Ma poi sono le emozioni che ci cambiano, / che ci spingono ad andare via da noi / verso un’altra dimensione, tralasciando la ragione. Linguaggio alto, immagini potenti. Carismatica Patty.
La valutazione linguistica sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2026 è a cura di Lorenzo Coveri, Accademico della Crusca, che si è occupato a più riprese del Festival.
Ricordiamo che la valutazione riguarda esclusivamente la parte linguistica e non l'interpretazione, la musica o l'arrangiamento che potranno essere valutati solo dopo la partenza del Festival.
Di Lorenzo Coveri