Francesco Renga ©Antonio De Masi
Magazine, 20/02/2026.
(D. Sartore-M. Davì-S. Tartaglino-F. Renga-A. Caputo-S. E. Reo-M. Davì-S. E. Reo-A. Caputo-S. Tartaglino)
Francesco Renga è un altro dei veterani del Festival (ben undici, di cui uno vinto nel 2005). Nonostante l’esperienza, e la maturità (57), il cantante bresciano non nasconde le sue paure e le sue incertezze in un testo in prima persona a più mani (prodotto da Steve Tatra [Stefano Tartaglino]) fondato sull’ambivalenza peggio / meglio: perdona il peggio di me, il peggio di me, il peggio di me / lascialo in macchina / fra tutti i miei / dettagli sei [rima baciata monosillabica] / tu il meglio di me, il meglio di me, il meglio di me. È una confessione che oscilla tra il pop (ed [con legamento] i segni sulla faccia / di una vita che ti spacca) e la canzone d’autore, senza mai trovare una direzione definita, nonostante alcune soluzioni stilistiche e retoriche: sorride anche una lacrima è una personificazione o prosopopea; non ancora / ancora no è un chiasmo; e non mancano allusioni (forse preterintenzionali) intertestuali: con i pugni chiusi in tasca (Bellocchio, ma anche I Ribelli, e poi Piero Pelù) / ed [ancora un legamento di fronte a grafema non omogeneo] un muro nella testa (Fossati?). Ma non basta.
La valutazione linguistica sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2026 è a cura di Lorenzo Coveri, Accademico della Crusca, che si è occupato a più riprese del Festival.
Ricordiamo che la valutazione riguarda esclusivamente la parte linguistica e non l'interpretazione, la musica o l'arrangiamento che potranno essere valutati solo dopo la partenza del Festival.