Viaggio in India: una passeggiata notturna attraverso la Jew Town

Paradesi Synagogue © Ancila Mettekkatt Paradesi Synagogue © Ancila Mettekkatt

Magazine, 03/02/2026.

Sapete già che l’India è il Paese più popolato al mondo ed è molto diversa in ogni sua parte: centinaia di lingue, tante culture, religioni, tribù. Insomma, gli indiani sono orgogliosi di annunciare la loro unità nella diversità. Però lo sapevate che l’India aveva anche una comunità ebraica?


Jew Town a Kochi. Foto di Ancila Mettekkatt

Storia degli ebrei

A differenza di altri ebrei che fuggirono dalle persecuzioni naziste verso altri Paesi, i primi ebrei indiani si stabilirono in diverse parti della penisola per motivi commerciali. Si pensa che le prime comunità ebraiche siano arrivate nel Malabar, l’attuale Kerala, nel I secolo a.C. Una seconda ondata di immigrati ebrei arrivò tra il XV e il XVI secolo d.C., quando in Spagna fu emanato il Decreto di Alhambra, con il quale si obbligavano gli ebrei a convertirsi al cristianesimo.

Una delle comunità più famose è quella degli ebrei di Cochin, l’attuale Kochi, in Kerala, nel sud dell’India. Gli ebrei entrarono pian piano a far parte della comunità locale, diventando abili commercianti di spezie e tessuti. La stella di Davide adornava le case, venne costruita una sinagoga nel 1568, poi chiamata Paradesi Synagogue, ossia Sinagoga Straniera, e la popolazione continuò ad aumentare, arrivando fino a circa 3.000 solo a Kochi. Tuttavia, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, gli ebrei di Cochin, come molti altri, iniziarono un lungo esodo verso Israele e oggi il numero di ebrei in tutto il Kerala è ridotto a poche decine


Jew Town a Kochi. Foto di Ancila Mettekkatt (modificata con l'IA per rendere leggibile la scritta)

Jew Town / Città degli Ebrei 

Dal nome sembra una vera e propria città e, in un certo senso, lo è. Tuttavia, se bisogna darle una definizione precisa, si tratta di un insieme di alcune vie che conservano ancora le tracce della presenza ebraica. Tra queste, la più importante è la strada che porta alla sinagoga: costruita nel 1568, fu poi distrutta nel 1662 dai portoghesi che colonizzavano Kerala. Gli olandesi, quando presero il potere dopo i portoghesi, ricostruirono la sinagoga un paio d’anni dopo. La struttura fu sottoposta a lavori di restauro e rinnovamento nel 1760 e venne aggiunta la torre dell’orologio, un edificio che resiste ancora alla prova del tempo.


Torre dell'Orologio - sinagoga. Foto di Ancila Mettekkatt

Quando siamo arrivati a Jew Town era sera, il sole era già calato nel Mar Arabico, ma la via era ancora piena di persone venute a fare due passi con amici o familiari. La strada è un elegante viale pedonale, con lampioni che ricordano un’epoca passata. Gli edifici che sorgono su entrambi i lati richiamano il vecchio stile olandese, come molte altre costruzioni risalenti all’epoca della colonizzazione. 

Il viale termina davanti alla sinagoga. Una pianta di bougainvillea si chinava sopra il cancello laterale, come se stesse per sussurrare qualcosa ai visitatori: una vera vista da cartolina. Alcuni negozi di abbigliamento e souvenir erano ancora aperti ai lati della strada. Oggi questa via è una delle principali attrazioni di Kochi, soprattutto per gli shooting fotografici di matrimonio.


Sinagoga di Kochi. Foto di Ancila Mettekkatt

La sinagoga oggi è principalmente un’attrazione turistica, ma è anche l’unica delle sette sinagoghe nei dintorni ad essere ancora attiva ed è inoltre la più antica sinagoga ancora in funzione nel Commonwealth delle Nazioni. Il minian, ovvero il quorum di dieci ebrei adulti, è l’unica forma di preghiera che si svolge in questa sinagoga.

Di Ancila Mettekkatt

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