Nell’elegante scenario del Grand Hotel Palazzo di Livorno, questo concerto intreccia due mondi solo apparentemente lontani: le radici popolari italiane di Giuseppe Verdi e l’universo delle folk songs inglesi, irlandesi e scozzesi rilette da Benjamin Britten.
Un viaggio che parte da Busseto e arriva fino alle Highlands, attraversando storie, dialetti, umori e melodie che hanno nutrito la tradizione vocale europea.
Le pagine verdiane – dai brani brillanti come Il brigidino e La zingara ai toni più intimi de Il poveretto e dell’Ave Maria – rivelano un Verdi sorprendentemente vicino alla sensibilità popolare, capace di trasformare piccoli quadri quotidiani in musica di grande forza teatrale.
Britten risponde con la sua raffinata arte di arrangiatore: Sweet Polly Oliver, The Salley Gardens, Greensleeves, The last rose of summer e gli altri canti tradizionali diventano miniature preziose, sospese tra semplicità melodica e modernità armonica.
Il programma include anche due brani di Purcell nella celebre realizzazione britteniana, ponte ideale tra barocco inglese e sensibilità novecentesca.
Accanto a Manuela Custer e Anna Cognetta, si esibiscono i Giovani talenti del LMF dando vita a un affresco vocale ricco di colori, timbri e personalità.