Sanremo 2020: Gabriella Martinelli e Lula con Il gigante d'acciaio. Testo e pagella - Imperia

Sanremo 2020: Gabriella Martinelli e Lula con Il gigante d'acciaio. Testo e pagella

Musica Imperia Ariston Lunedì 3 febbraio 2020

Imperia - È molto impegnato il testo del duetto al femminile da Area Sanremo composto da Gabriella Martinelli, 33 (già Lilith Festival) e da Lula (la rapper e polistrumentista Lucrezia Barker Di Fiandra, 24), visto che Il gigante d’acciaio è l’ex ILVA di Taranto, purtroppo spesso agli onori delle cronache. “Mi piace la mia città / e questo è il mio quartiere / è tutto rosso: gli alberi, le facciate delle case / quello che però non capisco e che mi fa arrabbiare / è che quando c’è vento non posso uscire a giocare / si chiudono le finestre, chiudono anche le scuole / c’è una puzza pazzesca e non si può respirare”. L’alternativa è quindi “scegliere se vivere o lavorare / se scappare o morire”. Testo nobilmente engagé, con qualche pesantezza stilistica, musica roccheggiante. Bravissime le interpreti. Grintose. Voto: 7.


Qui sopra potete leggere la valutazione linguistica sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2020 di Lorenzo Coveri, professore di linguistica italiana all'Università di Genova, che si è occupato a più riprese del Festival. Ricordiamo che la valutazione riguarda esclusivamente la parte linguistica.

Gabriella Martinelli e Lula - Il gigante d'acciaio - Testo

Mi piace la mia città
e questo è il mio quartiere tutto rosso
gli alberi, le facciate delle case
quello che però non capisco
e che mi fa arrabbiare è che quando c’è vento
non posso uscire a giocare

Si chiudono le finestre
chiudono anche le scuole
c’è una puzza pazzesca e non si può respirare
quando c’è vento nel mio quartiere
non si può giocare

Mio padre lavora in un posto grandissimo
lui lo chiama il gigante d’acciaio
con grandi camini che fumano sul mare
e gli ho sentito dire
che dà lavoro a diecimila persone
eppure papà da lì se ne vuole andare
dice sempre: “non possiamo scegliere se vivere o lavorare
non possiamo scegliere se vivere o lavorare
se scappare o morire”

Non ci sarà
un’altra volta, un’altra volta
non ci sarà
un’altra volta, un’altra volta ancora

Papà stava bene, s’è fatto una casa
ha sposato due figlie e mo’ resto io
con dieci anni d’amianto e molte rughe
ha lasciato l’inferno per darlo a me

Ero troppo giovane per capire
e ho provato a scappare
ma mi mancava il mare
mi mancava il mare
mi mancava mia nonna
e il sentirmi dire
Ué guagliò vid ca’ qua so tutt cos buene

Non ci sarà
un’altra volta, un’altra volta
non ci sarà
un’altra volta, un’altra volta ancora
chi ci darà una risposta

Macchiami il cuore con un pugno dentro al petto
cambia il finale di una storia che ho già letto
tutti lo sanno ma nessuno parla
tanto funziona così
spesso mi dicono “vattene da qui”
ma signori io ho famiglia
e davanti un muro, sulle spalle un mutuo
son già marcio dentro
ormai fa lo stesso
non lo disco spesso
ti confesso non ho più un futuro

Non ci sarà
non ci sarà un’altra volta, un’altra volta no, un’altra volta no
chi ci darà una risposta signori
non ci sarà
sarà diverso stavolta un’altra volta
non ci sarà un’altra volta, un’altra volta ancora

Timbro ai tornelli della portineria
sono le sette di una sera qualunque
ma il vento è forte, sempre più forte
spezza la vita e le speranze restano chiuse
nelle mani del gigante

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