o ταuρε (o taure) è un assolo coreografico che nasce da una ricerca somatica e immaginativa guidata dall'uso di una maschera da toro. Ispirandosi al racconto La casa di Asterione di Jorge Luis Borges, il progetto elegge il corpo a spazio mitico attraversato dalle tensioni tra umano e animale. La maschera non è un travestimento, ma un dispositivo che amplifica l'ancestrale, rivelando l'ibrido come identità complessa ed eccedente.
Il lavoro si sviluppa attorno a sei nuclei tematici: la solitudine come condizione ontologica in un labirinto mentale; l'ibrido inteso come risorsa e accoglienza dell’inclassificabile; la forza rituale, che oscilla tra impulsi esplosivi e fragilità infantile; il gioco come struttura e rottura, che valorizza l'inciampo e l'errore come materia viva; il linguaggio frammentario e balbettante, specchio di un racconto imperfetto; e infine il corpo femminile. L'incarnazione di una figura tradizionalmente virile da parte di una danzatrice scardina gli stereotipi culturali, fondendo maschile e femminile, sacro e profano.
Rifiutando una narrazione lineare, lo spettacolo costruisce un paesaggio fisico e poetico immersivo. In uno spazio minimale delimitato da geometrie labirintiche, e supportata da un tappeto sonoro di ritmi, silenzi densi e voci spezzate, la performer si mostra e si trasforma, invitando il pubblico a relazionarsi con un corpo che abita il vuoto per generare senso.