Da mercoledì 3 giugno a domenica 7 giugno, l'Antico mulino pacifico di Benevento ospita Marginali esistenze, un'opera che si configura come un viaggio nel tempo e nell'interiorità, ricostruendo le vicende di un ceppo familiare dal XVII secolo alla prima metà del XX. L'autore coglie la marginalità di persone e di luoghi, restituendo alla storia i nomi di uomini e donne che, a leggere antichi registri, sembrano aver attraversato il loro tempo solo in certi passaggi della loro vita, per poi cadere nel buio e nell'oblio. Il progetto si fonda sull'arte della memoria come strumento per comprendere quanto le esistenze individuali siano radicate in quelle di molte altre, quasi sempre oscurate dalla grande storia.
Attraverso la narrazione di questo albero genealogico, Marginali esistenze esplora il concetto di ibridazione delle vite, sostenendo che solo la migrazione nel tempo permette di ritrovare frammenti di esistenza condivisa. L'opera si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo della letteratura e delle arti, descritte non come spazio di consolazione ma come luoghi di contestazione rispetto all'accettazione passiva del pensiero dominante e di resistenza militante alle stagnazioni culturali. La letteratura viene così posta, insieme al teatro e ad ogni altra forma artistica, sul piano della resistenza critica al conformismo.
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