L’obiettivo di Emiliano Pellissari è riportare al centro dello spettacolo “ARIA”, quella meraviglia che appartiene all’immaginario barocco, quando teatro, musica, arti visive e artificio concorrevano a creare mondi capaci di sorprendere lo spettatore. La partitura musicale, affidata all’Orchestra Suoni del Sud diretta da Giuseppe Fabrizio, dialoga con una coreografia aerea che altera le coordinate abituali della scena. I corpi sembrano perdere peso, salire, sospendersi e attraversare lo spazio in una continua trasformazione delle prospettive. I cantanti, sul palco con i danzatori-acrobati, riportano alle atmosfere sonore e canore del Sei-Settecento italiano. Movimento e suono costruiscono insieme una drammaturgia fondata sul contrasto tra gravità e leggerezza, materia e illusione. Il riferimento al Barocco è presente non soltanto nella scelta musicale, ma nell’intero linguaggio dello spettacolo. Segni, forme, oggetti e apparizioni compongono una sorta di vocabolario visivo nel quale ogni elemento può suggerire associazioni e significati. È lo stupore, prima dell’interpretazione, a guidare lo sguardo. La scena recupera così lo spirito del Teatro della Meraviglia: quello spettacolo barocco in cui macchine sceniche, illusioni ottiche, costumi e trasformazioni erano parte integrante della rappresentazione. ARIA ne propone una rilettura contemporanea, affidata alla precisione del corpo e alla tecnologia dei materiali. Anche costumi e oggetti di scena nascono da un lungo lavoro di ricerca, durato tre anni, che combina suggestioni storiche e materiali contemporanei. Poliuretano, strutture rigide e crinoline reinterpretano le forme dell’epoca, trasformandole in elementi funzionali alla sospensione e al movimento. Con ARIA, NoGravity Theatre porta in scena un Barocco senza distanza museale: un universo di musica, corpi e immagini nel quale la meraviglia non è un effetto decorativo, ma il principio stesso della rappresentazione.