M. si desta un mattino da sogni inquieti e si ritrova tramutata, nel suo letto, in una donna vittima di stupro. Maledetta così da un doppio trauma che mai potrà permetterle di ritornare chi era, M. si immerge ed affoga nel proprio dolore, bestialmente, fino ad operare una rinascita e prendere le fattezze del suo archetipo più antico e quanto mai attuale: Medusa la Gorgone - un essere nuovo, oscuro, ansioso di conoscersi. Con le voci promiscue del paese e dei suoi genitori che si affollano dietro alla sua porta chiusa, lei affronta la muta con faticosa determinazione, fino alla consapevolezza estatica di quella sua nuova, potente sé.