Il programma esplora i territori di confine in cui il linguaggio romantico si frantuma e si rinnova, aprendo a nuove forme di espressione. I frammenti intimi e concentrati dei Játékok (“giochi” in ungherese) di Kurtág, carichi di memoria e dediche, introducono un ascolto fatto di gesti essenziali e tensione emotiva. La Kreisleriana di Schumann rappresenta il cuore visionario del concerto, con il suo alternarsi febbrile di slanci e ripiegamenti interiori. Con Prokof’ev il percorso si spinge oltre: l’ironia tagliente dei Sarcasms e la drammatica densità della Settima Sonata restituiscono un pianoforte inquieto e moderno, capace di raccontare un Novecento nato dalle ceneri del Romanticismo. Un itinerario intenso, affidato all’interpretazione di Daniele Martinelli.